Da dove nasce MEL
MEL significa Miele, Ecologia, Lavoro. È il progetto di apicoltura sociale della cooperativa Dalla Stessa Parte, avviato nel 2014 e inizialmente conosciuto come I Want To Bee Happy. Nasce da una domanda concreta: come creare occasioni di lavoro capaci di riconoscere competenze e capacità di persone con disabilità o in situazione di fragilità, senza separare il valore sociale dalla qualità del prodotto?
La risposta è maturata dopo le esperienze della Fattoria Sociale e dell’orto terapeutico OrtoDSPorto. L’apicoltura è diventata un nuovo terreno di lavoro perché richiede attenzione, precisione, continuità e rispetto dei ritmi naturali: qualità che possono essere costruite e condivise in squadra.
"L’inclusione non è una lavorazione a parte: è parte della qualità con cui facciamo ogni cosa."— mel Apicoltura
Perché l’apicoltura è inclusiva
Un apiario non è fatto soltanto di visite alle arnie. Attorno alle api esistono molte attività diverse, con tempi, strumenti e responsabilità differenti: preparazione dei materiali, cura e manutenzione, smielatura, invasettatura, etichettatura, confezionamento e gestione del laboratorio. Questa pluralità consente di costruire percorsi coerenti con abilità, esperienze e obiettivi delle persone coinvolte.
Nel modello DSP, il lavoro è accompagnato da apicoltori esperti e organizzato in modo che competenza tecnica e partecipazione procedano insieme. Non si tratta di un’attività accessoria: la qualità del prodotto dipende da una filiera curata, dove ogni fase ha un ruolo reale.
Dall’apiario alla filiera
All’avvio del progetto, la cooperativa acquistò le prime 80 arnie grazie a una campagna di crowdfunding. Oggi MEL alleva oltre 100 arnie nel Ciriacese e nelle Valli di Lanzo, scegliendo siti lontani da coltivazioni intensive e inquinamento industriale.
Gli alveari non restano necessariamente fermi nello stesso luogo: il nomadismo apistico permette di seguire le fioriture e di valorizzare aree diverse del territorio. Da questo lavoro nascono mieli di acacia, castagno, tiglio, tarassaco, rododendro e millefiori, oltre a prodotti dell’alveare come propoli, pappa reale e polline.
BeeLab: un luogo di lavoro
Per presidiare la filiera, Dalla Stessa Parte ha realizzato un laboratorio di smielatura e confezionamento. BeeLab è attivo dalla primavera del 2017, grazie anche al finanziamento della Compagnia di San Paolo. Qui il miele viene smielato, invasettato, etichettato e confezionato secondo le procedure previste.
Il laboratorio non lavora soltanto per MEL: mette a disposizione servizi professionali anche per produttori esterni. È un passaggio importante del modello, perché trasforma l’esperienza inclusiva in capacità produttiva riconoscibile e in un servizio utile al territorio.
Il modello DSP in sei passaggi
- Allevare — curare le api e gli apiari
- Seguire — scegliere i siti e le fioriture
- Produrre — raccogliere mieli e prodotti dell’alveare
- Trasformare — smielare e confezionare nel BeeLab
- Includere — costruire lavoro reale e accompagnato
- Condividere — aprire il laboratorio al territorio
Api, territorio e biodiversità
L’apicoltura sociale non esiste senza cura dell’ambiente in cui le api vivono. I siti degli apiari MEL sono scelti nel Ciriacese e nelle Valli di Lanzo, in zone caratterizzate dalla presenza di fioriture e dalla distanza da agricoltura intensiva e inquinamento industriale. Ogni arnia entra così in relazione con la flora locale e con gli equilibri del territorio.
Difendere le api non significa ridurre la natura a uno slogan. Significa lavorare con i tempi degli sciami, rispettare le stagioni, continuare a formarsi e fare della qualità una responsabilità condivisa. Il riconoscimento ottenuto dal miele di tiglio al concorso Mieli Tipici Piemontesi – Franco Merletto nel 2016 racconta questo impegno.
Qualità che genera valore
Ogni barattolo MEL è il risultato di una scelta: unire prodotto, persone e territorio senza considerare uno dei tre elementi come secondario. L’inclusione lavorativa non arriva alla fine della filiera come un’etichetta; è presente nel modo in cui il progetto viene organizzato e nelle competenze che ogni persona può mettere in gioco.
Questo è il modello DSP: un’attività economica che produce miele e, nello stesso tempo, relazioni, autonomia e attenzione alla biodiversità. Un modo concreto di dimostrare che qualità e inclusione possono crescere insieme.


